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bibliografica

Fondi librari

FONDO LIBRARIO DEL MUSEO ANATOMICO

Sito nel complesso storico di S. Patrizia, tale fondo è costituito da circa 680 volumi, di cui circa 140 antichi. I testi provengono da ex Istituti e Dipartimenti della vecchia Facoltà di Medicina e Chirurgia. Tra le pubblicazioni moderne, vi sono alcune raccolte di riviste tedesche di anatomia, risalenti alla fine dell’800, Atlanti d’Anatomia, Dizionari medici, opere e manuali di insigni studiosi degli inizi del 900. Tra le pubblicazioni antiche, spiccano le Cinquecentine dell’opera completa di Galeno e di Ippocrate, le Settecentine contenenti l’opera di Vesalio ed in particolare l’opera completa di Ruysch, botanico e anatomista olandese, le cui pubblicazioni contengono tavole calcografiche di alto contenuto artistico oltre che scientifico. Il volume più rappresentativo dell’intero fondo è sicuramente l’Anatomiae universae icones, di Paolo Mascagni, pubblicata a Pisa e datata 1823. Realizzata in formato 100x72cm, l’opera è costituita da 44 tavole calcografiche colorate a mano, affiancate da 44 tavole in bianco e nero, che raffigurano, a grandezza naturale, un uomo alto circa un metro e 75, ritratto sia anteriormente che posteriormente. In considerazione della rarità di questo Atlante, e della sua complicata maneggevolezza dovuta alle grandi dimensioni, è stata effettuata, nel corso del 2017, la digitalizzazione dell’intero volume, pertanto i visitatori del Museo Anatomico hanno la possibilità di poter sfogliare su uno schermo touch il prezioso Atlante.

 

FONDO LIBRARIO DEL MUSEO DI FARMACOLOGIA

Anche il Museo della sezione di Farmacologia possiede un piccolo ma prestigioso fondo librario, ubicato nel complesso di S. Andrea delle Dame. Il fondo più antico è costituito da poco meno di 200 volumi che vanno dalla fine del 1500 agli inizi del 1900. Il volume più prezioso è senz’altro un’edizione veneta del 1582 del “Liber canonis medicinae” di Avicenna. Di pari rilevanza sono i volumi secenteschi sull’arte dei Semplici e sui ricettari, rappresentati nelle opere di Auda da Lantosca (Roma, 1660), Johannes Schöderus (Ulma, 1644) e Timoteo Rosselli (Venezia, 1644). Il Settecento è rappresentato da svariati volumi contenenti raccolte di formulari editi per lo più a Venezia nella prima metà del secolo, commenti agli scritti di Ippocrate e testi di Istituzioni di Medicina. Tra essi spicca un’edizione padovana dell’Opera Omnia di Thomas Sydenham, considerato uno dei padri della medicina inglese. I volumi ottocenteschi comprendono farmacopee nazionali ed europee, ma anche trattati sulla fisiologia, la chirurgia, la chimica farmaceutica e la microbiologica, nonché i primi trattati di autori italiani improntati sulla concezione positivista e sperimentalista della scienza. Il Novecento è rappresentato da numerosi volumi che costituiscono un indispensabile compendio alla ricca collezione di apparecchiature.

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DELLE SCIENZE E DELLE ARTI


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